An Ember in the Ashes Series

gray forest with under bright

Un assassino alle porte

Ho terminato il terzo volume del Ciclo del Mondo di Cenere di Sabaa Tahir, e inizio a credere che, per quanto mi sforzi, non troverò mai le parole adatte a rendere giustizia alla
magnificenza di questa saga; in ogni caso, ci proverò!

Trama:
Laia sa che deve fermare il Signore della notte ad ogni costo, oppure l’intero continente ne
pagherà le conseguenze. Helene deve scoprire quali sono i piani della comandante di Rupenera, Keris Veturia, prima che questa possa distruggere l’Impero per il quale ha sacrificato ogni cosa; al tempo stesso, deve proteggere la sorella Livia, l’unica risparmiata dallo sterminio compiuto dall’imperatore Marcus che, ora, è anche suo marito. Elias ha fatto una scelta, quella di occuparsi degli spiriti nel Luogo dell’Attesa, per aiutare Laia a salvare Darin; ed ora, scoprirà fino in fondo cosa comporta essere un Traghettatore di anime.
Ancora una volta, le vite dei nostri protagonisti si intrecceranno, mentre cercheranno di
cambiare l’oscuro destino che sta per abbattersi sul mondo intero.

Recensione:
Il penultimo capitolo della serie vede il consolidarsi dei cambiamenti già in atto nel capitolo
precedente. Avevamo compreso quanto Laia fosse essenziale per la rivolta dei Dotti,
schiacciati dalla violenza e crudeltà dell’Impero, ma anche bersagli della sete di vendetta del Signore della notte. Qui, Laia ci mostrerà quanto sia grande il suo cuore, agendo per salvare non soltanto il suo popolo, ma chiunque Dotto, Marziale, Tribale o Marinniano, sia vittima della guerra; e, al contempo, cercando con ogni mezzo di ostacolare il piano nefasto del Re senza nome.
Nuove rivelazioni sul passato della sua famiglia la lasceranno disorientata: in
particolare, quanto compiuto dalla madre minerà l’immagine della Leonessa che ha sempre
difeso con grande ardore. Laia si troverà a chiedersi se riuscirà mai ad accettare la realtà; ma, alla fine, saranno proprio le recenti scoperte a farle comprendere gli estremi sacrifici cui è sottoposto il capo della Resistenza.
Nelle nuove sfide che dovrà affrontare non sarà sola: oltre al fratello Darin, infatti, sarà
affiancata da nuovi amici pronti a credere in lei, ed in ciò che potrebbe rappresentare per la
ribellione; ma sarà soprattutto un’antica rivale a divenire una nuova preziosa alleata.

Elias assiste Shaeva come Traghettatore di anime, ed avverte giorno dopo giorno quanto sia
gravoso il suo nuovo ruolo: non riesce a far sì che gli spiriti vadano oltre con la medesima
facilità di Shaeva; e questo perché, in realtà, non vorrebbe essere lì, ma vorrebbe trascorrere
la sua vita accanto alla donna che ama, Laia; tuttavia, un giuramento non può essere
spezzato, e solamente se rinuncerà alla sua umanità, rompendo qualunque legame con il
mondo dei vivi ed arrendendosi alla magia di Mauth, potrà svolgere il suo compito; e, così
facendo, proteggere il regno dei vivi da quello dei morti.

“Troveremo un modo, Laia. Non so come.
Ma, se…se cambierò…se ti sembrerò diverso, ricorda che ti amo.”

Elias, però, non è l’unico ad aver smarrito sé stesso. La nostra Averla sanguinaria ha perso
ogni cosa: la sua famiglia è deceduta; l’unica sorella che le è rimasta è sposata con Marcus,
l’irascibile Imperator invictus; e ciò che provava per Elias appartiene al passato. Helene, però, non può concedersi di crollare: secondo le parole dello stesso Caino, lei è la fiamma che arde contro le tenebre che stanno soffocando l’Impero; e saranno necessari il suo profondo acume e le sue doti di Maschera, per sventare i misteriosi piani di Keris, e fronteggiare i nemici esterni quanto interni.
Nel periodo più buio dell’Impero, Helene sarà sostenuta dal capitano Harper, che sembra
conoscere ogni suo pensiero, e sapere ciò di cui ha più bisogno. Questi cercherà di eseguire i suoi ordini evitando di lasciarla sola, e presto l’attrazione per il capitano si trasformerà in un sentimento più profondo; un’Averla, però, non si concede distrazioni, non se l’Impero rischia di essere ridotto in cenere.


Il racconto mostra con estrema chiarezza gli orrori della guerra, che colpisce indistintamente colpevoli ed innocenti; che spezza intere famiglie, lasciando nient’altro che dolore e disperazione; perché quello che il Signore della notte intende realizzare è un vero e proprio genocidio. Eppure, questi rappresenta ben più dell’antagonista crudele e sadico che vuole vedere il mondo crollare: conoscendolo più da vicino, apprendiamo che era un essere nato per amare e proteggere, anziché distruggere; almeno, fino a quando l’avidità di un re Dotto portò all’ingiusta sofferenza della sua gente. Ingannato e tradito, il Re senza nome intende ripristinare quegli antichi equilibri spezzati tempo addietro, incurante di quanti innocenti saranno coinvolti nel suo piano di vendetta.

“Tu non sai cos’è l’amore.”
Oh, sì che lo so. Perché io ero nato per amare.
Era la mia vocazione, il mio scopo. E ora è la mia maledizione.”

Questo volume è stata una montagna russa di emozioni, ed ancora una volta sono rimasta
affascinata dalla sua combinazione di epicfantasy ed elementi romance; da quell’equilibrio
perfetto tra azione e introspezione; e quell’intreccio magnetico di destino e libero arbitrio. In particolare, in questo capitolo, troveremo risposta ad alcuni enigmi (scopriremo chi sono gli Auguri, e conosceremo il passato della comandante di Rupenera); mentre altre domande
continueranno a tormentarci (l’umanità è condannata? I nostri protagonisti sopravvivranno?).
Ora che resta da leggere l’ultimo volume della serie, sono curiosissima di sapere come si
concluderà; anche se, lo confesso, mi rattrista il pensiero che io stia per salutare Laia, Elias
ed Helene per l’ultima volta; in ogni caso, so già che mi regalerà nuove, forti emozioni.


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