Shadowborn Duet

gray feather on tree stem

L’usignolo e il cuore di pietra

Se avete letto “The Nightborn Duet”, la dilogia che inaugura la serie “The Crowns of Nyaxia”, avete già incontrato Mische; e, probabilmente, vi aveva incuriosito tanto da volerla conoscere più da vicino. Ebbene, questo volume soddisferà la vostra curiosità perché ora Mische diviene protagonista della storia: quella che la condurrà ai confini tra la vita e la morte, e ancora più in là.

Trama:
Mische si trova nel palazzo del Casato dell’Ombra, e sta per essere giustiziata per l’assassinio del principe Malach, responsabile della sua mutazione cinquant’anni prima. Persino ora, che è a un passo dalla morte, sa bene che non avrebbe rimpianto quell’uccisione, così come non aveva mai dimenticato la lunga e tragica notte che cambiò la sua vita per sempre.
Qualcuno le tira indietro la testa, la lama è pronta a tagliare; ma, proprio quando sembra che la sua fine sia giunta, Asar, fratellastro di Malach, irrompe a palazzo, ordinando di interrompere l’esecuzione. Asar ha bisogno di Mische per realizzare una missione assegnatagli dalla Madre Oscura stessa, la dea Nyaxia: discendere l’oltretomba e riportare in vita il marito Alarus, dio della morte, ucciso dalle altre divinità millenni prima. Una missione rischiosa e apparentemente impossibile, se non che qualcuno, che credeva non avrebbe mai più rivisto, affiderà a Mische un compito ancora più oscuro e pericoloso,
che la indurrà a domandarsi quale sia la cosa giusta da fare.
Mische cercherà di scoprirlo una volta messo piede nel mondo degli spiriti, dove sarà costretta a fronteggiare il suo passato tra errori imperdonabili e rimorsi che continuano a perseguitarla, e cercando di ottenere, una volta per tutte, la redenzione.

Non esiste luce senza tenebra. Non esiste vita senza sofferenza.

Recensione:
Coloro che cercano di curare le ferite altrui, molto spesso, sono quelli che sanguinano per le cicatrici che nascondono al mondo intero. E’ tra questi che ritroviamo Mische: da brava missionaria qual è stata per anni, ha sempre cercato di confortare i più deboli e fragili, ma dimenticando di rivolgere a sé stessa la gentilezza che tanto facilmente concedeva all’esterno; abituata, sin da quando fu scelta come sua eletta dal dio del sole Atroxus, a soddisfare le aspettative altrui, anche a costo di sacrificare sé stessa: prima per
non deludere la sorella maggiore Saescha, che aveva fatto quanto in suo potere perché sopravvivessero alla miseria che le circondava; poi, per soddisfare Atroxus, che scegliendo la graziosa bambina con le lentiggini e lo sguardo curioso, permise ad entrambe di trasferirsi nella Cittadella e di vivere nell’agiatezza.
Mische, però, scoprì ben presto che non è tutto oro ciò che luccica: quel dio gentile e premuroso, che sembrava divertito dalla sua irrefrenabile parlantina, si rivelò un essere crudele e perverso, tanto da stringerla a sé in un rapporto di appartenenza e sottomissione; un legame distruttivo al quale contribuirà persino la sorella, nella sua cieca devozione verso un dio la cui protezione è subordinata alla dedizione e obbedienza più assolute.
La fine di un rapporto così tossico e nocivo dovrebbe, quindi, donarle serenità, ma per Mische, che non ha mai avuto altro se non la fede, porterà disperazione e solitudine: quelle che sperimenterà la notte più buia della sua vita. Persino dopo essere stata abbandonata dal suo prezioso dio, continuerà, comunque, ad invocarlo; a provocarsi deturpanti cicatrici nel tentativo di evocare, ancora e ancora, la magia del sole ormai contraria alla sua nuova natura.

Questa volta servirà qualcuno a lenire le sue di ferite; e sarà il momento che avrebbe dovuto segnare la sua morte, quello che darà inizio ad un nuovo capitolo della sua vita: quando incontrerà un vampiro dal cuore di pietra, ma dall’animo simile al suo.
Asar, figlio illegittimo di re Raoul del Casato dell’Ombra, è il custode della prigione di Morthryn ed ha fatto della morte la sua migliore amica. Anch’egli, però, indossa una maschera: perché dietro l’aria scontrosa e inavvicinabile si cela colui che ha fatto il necessario per sopravvivere al dolore, all’umiliazione, all’odio dei suoi stessi familiari; che sta tentando di rimediare ad un errore che non riesce a perdonarsi; che sfrutta il suo ruolo per aiutare coloro che sono bloccati tra la vita e la morte a raggiungere la pace eterna.
Un obiettivo apparentemente comune permetterà a Mische e Asar di conoscersi e, mentre
attraverseranno i vari livelli della discesa, diverranno sempre più vicini.
Mische avrà modo di scoprire che il vero amore non umilia né opprime, ma conforta e fortifica; oltre a ritrovare la fiducia in sé perduta, ma necessaria, per chiudere le ferite del passato rimaste aperte.

“Mi hai chiesto come dovrebbe essere l’amore.
Dovrebbe cancellarti dalla mente ogni altro pensiero.
Dovrebbe farti vedere le stelle.”

La prigione di Morthryn, che potremmo quasi definire “senziente”, e i luoghi spettrali della discesa, per Mische affascinanti e più vivi che mai, faranno da sfondo alla sua crescita emotiva; inoltre, metteranno alla prova le sue capacità con la magia ombrinata che tanto la ripugnava, e che ora, con Asar al suo fianco, le appare naturale e giusta.
Il romance, dunque, è una delle componenti di una storia che, attraversando tematiche anche cupe e complesse, segue il profondo cambiamento della sua protagonista che impara ad amarsi, e a scegliere per sé stessa. Un viaggio tra spettri e creature mistiche, dove la morte cerca disperatamente di aggrapparsi alla vita, e che costringerà Mische e Asar a rivivere dolorose esperienze, sapendo che, questa volta, potranno contare l’uno sull’altra. Se, invece, spostiamo lo sguardo oltre i nostri protagonisti, vedremo che il verificarsi di eventi inaspettati prospetta l’arrivo di una nuova guerra che, questa volta, potrebbe coinvolgere tutti: vampiri, umani e persino dei.

Qualche dettaglio prima di concludere:
Come detto sopra, il romanzo è il terzo capitolo della serie “Le Corone di Nyaxia” di Carissa Broadbent, divisa in tre dilogie: con questo volume, pubblicato a Gennaio da Mondadori, inizia la seconda dilogia “The Shadowborn Duet”.
Il racconto si divide in più parti che rispecchiano i diversi livelli della discesa verso l’oltretomba, e ciascuna è introdotta da un intermezzo, grazie al quale conosciamo episodi della vita di Mische quando era umana. I capitoli sono brevi, molti eccessivamente; per non parlare di alcune parti che mi sono sembrate piuttosto ripetitive. Confesso, poi, che avrei gradito una maggiore conflittualità iniziale tra Mische e Asar.
Quindi sì, questo romanzo non rientra tra i miei preferiti perché diversi punti mi hanno fatto storcere il naso; resta, comunque, una storia originale con alcune parti molto interessanti (per esempio i frammenti sulla relazione d’amore tra Alarus e Nyaxia). Per chiunque volesse leggerlo, consiglio di procedere prima con la dilogia precedente, che ritengo, almeno sinora, più coinvolgente e con maggiore azione: avrete così una conoscenza approfondita di eventi e personaggi citati, necessaria per comprendere il colpo di scena finale nel quale ritroveremo una vecchia conoscenza.


Commenti

2 responses to “Shadowborn Duet”

  1. Excellent review, very insightful

    1. Avatar Francesca Pacini
      Francesca Pacini

      Thanks 🙂

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